Tutti uguali. Di nuovo.

Posted Aprile 24, 2008 by ulysse08
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Vi ricordate il grembiule? Blu, prima nero. Un’istituzione per la scuola. Alle elementari quello blu l’ho indossato, alle medie già non si usava più. Almeno quando io ho fatto le scuole medie… Però il motivo era condivisibile: “il grembiule rende tutti uguali, tutti conformi. Invece, è giusto che gli alunni possano differenziarsi all’interno della classe e della scuola”. E giù a tacciare del poco democratico il grembiule. Per essere tutti diversi. Ok, il principio appare più che condivisibile. Allora non me lo ponevo nemmeno il problema, ma giunto alla “secondaria di secondo grado” ti accorgi che in effetti il grembiule sa di “irreggimentato”, di poca libertà. Bene. Se non fosse che, oggi, il grembiule non lo si porta più dalle elementari ma dalle medie in poi si fa di tutto per essere più uguali possibile al compagno di banco. Ma come? Sì, gli alunni adesso professano la loro libertà! Allora perché i ragazzini poi a scuola sono tutti uguali? Oggi son tornati tutti uguali. Di nuovo! Ma sì! Tutti uguali: stesse acconciature che richiedono ore e ore di piastra, pazienza, sveglia due ore prima (questa poi… Noi facevamo – l’imperfetto appare eufemistico – i salti mortali per poter dormire il più possibile!). Tutti gli stessi abiti (ma ai nostri tempi c’era quel giubbotto multicolore, verde e viola, viola e lilla… Ma sì, ce lo avevano tutti!) tendenti all’hip-pop, al funky, allo slip trasparente sotto. E beh?…. E beh, se permetti la mia mutanda non voglio mostrarla al primo che passa… Tutti uguali! Tutti le stesse scarpe, le stesse gonne, gli stessi anelli, gli stessi orecchini, ciondoli, zaini… Insomma, ma allora la rivoluzione del grembiule non è servita a niente? Eh, pare di no… E sembra che ti dicano: prima ci siamo affrancati dal grembiule, ora ci siamo trovati un altro modo per essere tutti uguali. Tutti uguali. Di nuovo! 

Il mare

Posted Aprile 19, 2008 by ulysse08
Categories: Citazioni

II mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza.

 J. Conrad

 

Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro.

C. Baudelaire

 

Solo sul mare si è davvero liberi.

E. O’Neill

Perché?

Posted Aprile 18, 2008 by ulysse08
Categories: Benvenuto

 

A. Papini - Il ritorno di Ulisse  Benvenuti in questo blog. Quest’avventura inizia stanotte, in un impeto  di bisogno e di passione. Perché “Ulisse e i pirati”? Ulisse è una figura interessante, quasi pervasiva della cultura occidentale. Quatomeno, ricorrente. Ulisse è la furbizia, l’astuzia, la sagacia umana. Ma, soprattutto, desiderio di conoscenza, di andare al di là di quello che si vede per esplorare l’ignoto, il non-conosciuto. Il desiderio, la brama di superare e di superarsi. Per raggiungere quella conoscenza che solo ai folli, agli eroi, ad uomini eletti è concessa. E, del resto, l’eroe greco pagherà a caro prezzo la sua brama di “andare oltre”. I pirati, come Ulisse solcano i mari, da sempre. Anche loro sono mossi, spesso, dal desiderio, dalla bramosia, dal non saper rinunciare al pericolo, all’avventura per potersi procurare richezze e tesori sconosciuti. Per raggiungere, anche solo nell’immaginazione, isole traboccanti di abbondanza. Ulisse e i pirati: cosa potrebbe nascere da questo incontro? Verso quali mari, quali isole, potrebbero far vela? Lo farebbero insieme? O, al contrario, ognuno di loro cercherebbe di giungere prima dell’altro a destinazione per sapere cosa riserva la meta, per vedere quali tesori riserva il futuro? E se a tutto questo si aggiungesse un terzo quid, un qualcosa di indefinito, un imprevisto capace di interrompere la loro corsa o capace, ugualmente, di suggerire nuove mete, nuovi tesori, nuove rotte?… Del resto, anche molti di noi navigano in internet alla continua ricerca di isole e tesori oltre le colonne d’Ercole del conosciuto. E, dunque, come evitare di pensare che, alla fine, il naufragar m’è dolce in questo mare?